Nuova Delhi invasa dalle scimmie, muore il vicesindacoLe grandi città, è risaputo, fanno presto a trasformarsi in giungle metropolitane. Pericolose, insicure. Ma in senso metaforico. Non a Nuova Delhi, però. Sono anni ormai che la capitale indiana è stretta d’assedio dalle scimmie. L’ultimo a farne le spese, sabato, è stato il vicesindaco del centro indiano, S.S. Bajwa. Attaccato da un gruppo di scimmie inferocite sul balcone di casa. Fastidiose come e più di uno sciame di zanzare o di insetti, ma con una forza ben superiore. Tanto che l’uomo, cercando di liberarsi, ha perso l’equilibrio, ed è precipitato. È morto ieri, in ospedale: troppo gravi le ferite causate dalla caduta.
Il primo ministro di Delhi, Sheila Dixit, ha parlato di “uno sfortunato incidente”, ma l’invasione dei primati ha ormai assunto le dimensioni di una piaga. L’anno scorso il comune aveva cercato di correre ai ripari, e aveva assoldato gli “accalappia-scimmie”. Ma nemmeno loro sono riusciti ad arginare il fenomeno. Anzi, sono i primi a denunciare di essere aggrediti dagli stessi animali.
A lasciar correre la fantasia, si potrebbe pensare a Ruyuard Kipling, che ha fatto della battaglia nella “città delle scimmie” uno dei capitoli più avventurosi del “Libro della giungla”. Questo sembra però essere uno dei casi in cui la realtà ha superato l’immaginazione: la gente ha paura perfino di passeggiare nei parchi, specie con i bambini, perché babbuini e macachi sono in agguato.
Agili, numerose, irritanti: negli ultimi tempi le scimmie ne hanno combinate di tutti i colori. Sono entrate dappertutto: in case private, uffici ministeriali, metropolitane. Ovunque hanno creato danni e scompiglio.
L’anno scorso il governo è riuscito a trasferire trecento scimmie in una foresta. Ma non sembra essere servito a molto. E mentre il sindaco di Delhi, , chiede maggiore aiuto a governo centrale e dipartimento forestale, macachi e babbuini fanno della metropoli la propria giungla di cemento e acciaio.
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